Talcott Parsons

Parsons ha sviluppato una teoria dell’azione che ha come nucleo centrale il concetto di sistema. Individua, infatti, quattro tipi di sistema (culturale, sociale, della personalità e dell’organismo comportamentale), ognuno dei quali ha una sua unità di base:

  1. un sistema culturale ha come unità di base un sistema simbolico, che può essere un insieme di credenze o di valori. Parsons si concentra sui valori condivisi dalla società. Questi valori vengono interiorizzati dagli individui attraverso un processo di socializzazione, che rappresenta una notevole forza d’integrazione, in grado di mantenere coesa la società.
  2. Il sistema successivo, infatti, è quello sociale, la cui unità di base è l’interazione tra ruoli: Parsons definisce un sistema sociale come una pluralità di attori individuali che interagiscono tra loro. Questo sistema è connesso a quello culturale, perché le modalità d’interazione vengono stabilite dal sistema di simboli condiviso che sta alla base del sistema culturale. Inoltre, i singoli attori, nella loro interazione, tendono all’ottimizzazione della gratificazione e ciò rimanda al prossimo sistema.
  3. Il sistema della personalità ha come unità di base la persona umana. Qui vengono prese in considerazione le motivazioni, i bisogni, che stanno alla base dell’azione individuale e la ricerca di gratificazioni è una motivazione centrale.
  4. Infine c’è il sistema dell’organismo comportamentale, che ha come unità di base l’individuo come essere biologico. Riguarda, cioè, la dotazione biologica di un individuo, le sue abilità fisiche, che poi sono funzionali al ruolo che svolge nella società.

Questi quattro sistemi sono tutti interconnessi fra loro: il sistema culturale fornisce dei valori, che determinano delle aspettative da parte del sistema sociale, aspettative che riguardano il ruolo che un individuo si trova a ricoprire e che influenzano l’individuo al livello della sua personalità e del suo fisico.

Al centro di questa teoria dell’azione c’è la figura dell’attore motivato a raggiungere uno scopo, cioè qualcosa di gratificante in quanto considerato desiderabile dal sistema culturale. L’attore si muove all’interno di una situazione che comprende mezzi e vincoli, ossia strumenti, risorse, ma anche ostacoli per il raggiungimento dello scopo. Soprattutto comprende degli standard normativi, posti dal sistema sociale, legittimati da quello culturale e interiorizzati dall’individuo; standard che devono essere soddisfatti per raggiungere lo scopo. Ad esempio, per laurearmi devo pagare le tasse e superare gli esami (standard normativi); come mezzi ho risorse economiche e facoltà intellettive, però possono presentarsi anche difficoltà che rendono i mezzi insufficienti.

Sistemi sociali di Parsons

Le variabili strutturali

Un altro elemento centrale della teoria dell’azione di Parsons è il modello delle variabili strutturali. Si tratta di uno strumento che chiarisce le relazioni tra i ruoli e le aspettative che si hanno sul comportamento degli individui in determinate situazioni. Una variabile strutturale è una dicotomia, una coppia di termini opposti, e la scelta da parte dell’individuo di uno di questi opposti determina il suo comportamento all’interno di un’interazione sociale. Parsons ha individuato cinque variabili, ispirandosi ad una dicotomia più generale, quella fra comunità primitiva e società moderna: la scelta fra i due opposti che viene considerata appropriata nella società industriale, non viene invece contemplata dalla comunità primitiva, questo perché la società industriale è caratterizzata da rapporti interpersonali, formali, di tipo economico, che Parsons chiama relazioni strumentali, mentre nelle società tradizionali prevalgono le relazioni personali, che Parsons definisce espressive.

  1. Di conseguenza, in una relazione strumentale propria di una società moderna, gli attori interagenti dovranno preferire l’acquisizione anziché l’ascrizione. Questi sono i termini della prima variabile: l’ascrizione indica le qualità ascritte di un soggetto (l’età, il sesso, le origini); l’acquisizione indica le qualità acquisite (ciò che un soggetto mostra di essere in grado di fare, le prestazioni). In una relazione strumentale, come un rapporto di lavoro, ci si aspetta di essere trattati a seconda delle proprie acquisizioni. Un esempio concreto fatto da Parsons riguarda il ruolo del medico, che si contrappone alla figura dello stregone, mostrando la differenza tra le società moderne e quelle tradizionali. Nella nostra società il medico ha un ruolo strumentale ed uno status acquisito, attraverso una determinata formazione. Invece il ruolo dello stregone può essere ascritto, in quanto tramandato da generazione a generazione.
  2. La seconda variabile prevede da un lato la diffusione (per relazione diffusa s’intende una relazione in cui gli attori interagenti possono rivolgersi molti tipi di richieste) e dall’altro lato la specificità. La relazione specifica è quella propria della società moderna nei rapporti lavorativi, dove i soggetti si rivolgono solo delle richieste specifiche, ossia determinate dal particolare ruolo svolto dal soggetto. Medico e paziente si rivolgono solo delle richieste riguardanti la salute. Invece, una relazione di parentela è di tipo diffuso, perché ci si possono chiedere molte cose. Allo stesso modo lo stregone veniva interpellato su molte questioni, per cui non aveva una funzione specifica, ma diffusa.
  3. La terza variabile comprende l’affettività, accettata nelle relazioni espressive, e la neutralità affettiva, che invece caratterizza le relazioni strumentali. Anche qui, il medico, per svolgere al meglio la sua funzione, deve poter contare sulla neutralità affettiva.
  4. La quarta variabile vede l’opposizione tra particolarismo e universalismo. Le relazioni strumentali sono di tipo universalistico, si basano su norme generali che valgono per tutti e non fanno discriminazioni tra i singoli individui. Il medico deve trattare tutti i pazienti nello stesso modo. Un esempio di particolarismo, invece, è la pratica della raccomandazione.
  5. L’ultima variabile è la dicotomia collettività-individuo, ovvero l’azione rivolta al bene comune, oppure mossa da interessi privati. La società moderna sembra privilegiare l’individuo: la ricerca del profitto e il raggiungimento del successo mostrano come l’interesse privato domini la sfera economica. Tuttavia, l’interesse collettivo rimane un valore importante, che dovrebbe orientare, ad esempio, l’operato del funzionario pubblico.

Il modello AGIL

Questa teoria dell’azione prevede che i soggetti agenti e interagenti abbiano degli scopi e Parsons sviluppò la tematica degli scopi elaborando il paradigma delle quattro funzioni, che ogni sistema di azione deve assolvere per sopravvivere. Questo paradigma viene chiamato modello AGIL, dalle iniziali dei quattro bisogni fondamentali (in inglese): Adaptation, perché il sistema deve ricavare delle risorse dall’ambiente e distribuirle, Goal attainment, perché il sistema deve mobilitare le risorse per raggiungere degli obiettivi, Integration, perché il sistema deve regolare le relazioni fra le sue unità, e infine Latent pattern maintenance, perché il sistema deve mantenere la sua coesione, attraverso la diffusione dei valori comuni e la gestione delle tensioni interne.

Nella società ci sono delle istituzioni o strutture adibite allo svolgimento di queste funzioni: le istituzioni economiche si occupano dell’adattamento, le istituzioni politiche si preoccupano di fissare degli scopi e raggiungerli, le istituzioni giuridiche regolano i rapporti, quindi si occupano dell’integrazione e le istituzioni familiari e educative mantengono stabile la struttura latente, facendo leva sui valori condivisi. Se tutte queste strutture assolvono i loro compiti, allora il sistema resta in uno stato di equilibrio, di armonia, in cui Parsons, che si era laureato in biologia, rivedeva la stabilità omeostatica degli organismi.

CRITICA: la teoria di Parsons si basa su una implicita accettazione e approvazione dello status quo. Le disuguaglianze o le forme di oppressione che un sistema sociale può mettere in atto non vengono considerate. Sullo sfondo c’è una visiono abbastanza ottimistica e conservatrice della realtà sociale.

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